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Glossario del catering

Senza glutine

Per un ospite celiaco non basta cambiare la pasta: bisogna prevenire le contaminazioni in cucina, al buffet e nel servizio.

Per una persona celiaca il glutine va escluso del tutto, e anche piccole contaminazioni contano: poche briciole bastano a fare danno. La soglia legale per i prodotti senza glutine è di 20 ppm. Per questo, a un evento, senza glutine vuol dire soprattutto organizzazione: preparazioni separate, utensili dedicati, piatti etichettati e serviti al posto giusto.

I punti critici sono fritti (l'olio è condiviso), pane, buffet e dolci. Al buffet basta un mestolo spostato da un vassoio all'altro; per gli ospiti celiaci è più sicuro un piatto dedicato servito al tavolo. L'associazione italiana dei celiaci, l'AIC, ha un programma di formazione per locali e catering che lavorano fuori casa.

Cosa chiedere

Chiedi al catering quali procedure usa contro la contaminazione, dove frigge, come etichetta i piatti e se ha una formazione specifica. Raccogli i nomi degli ospiti celiaci con le conferme. La guida al catering senza glutine e quella alle diete speciali spiegano cosa verificare.

Approfondisci nelle guide

Domande frequenti

Un piatto senza ingredienti con glutine è adatto a un celiaco?

Non basta: conta anche come viene preparato e servito. Se c'è rischio di contaminazione, non è sicuro.

I fritti possono essere senza glutine?

Sì, ma servono pastelle senza glutine e olio e friggitrice dedicati. Chiedi al catering come lo organizza.

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